Richard Finn
Richard Finn

Tumori mammari ER+: nuovo standard, ma come procedere?

Sono stati pubblicati i risultati di uno studio di fase 3 sulla terapia orale con palbociclib per il trattamento di prima linea dei tumori mammari avanzati positivi ai recettori per gli estrogeni (ER+) ma HER2-negativi. Lo studio, denominato PALOMA-2, ha portato a risultati impressionanti, dimostrando un prolungamento della sopravvivenza di 10 mesi rispetto alla terapia standard, sia pure al prezzo di un aumento della tossicità.

La monoterapia con un agente endocrino come il letrozolo rappresenta uno standard di vecchia data per questa popolazione di pazienti, ma i risultati ottenuti con il palbociclib, che è membro di una nuova classe di farmaci nota come inibitori della chinasi ciclina-dipendente 4 r 6 (CDK4/6), espande le opzioni terapeutiche standard. Questi farmaci sono in grado di impedire la replicazione delle cellule tumorali bloccando una famiglia di proteine chiave per la crescita cellulare. La combinazione palbociclib-letrozolo comunque risulta anche particolarmente costosa.

Attualmente negli USA il palbociclib è approvato per il trattamento di prima linea in combinazione con il letrozolo, e per quello di seconda linea in combinazione con il fulvestrant. Secondo Richard Finn dell’Università della California, autore dello studio PALOMA-2, il palbociclib dovrebbe trovare un largo impiego in questa popolazione di pazienti, dato che i benefici osservati sono stati costanti in tutti i sottogruppi osservati, ma attualmente non sussistono biomarcatori per identificare le pazienti che risponderebbero alla terapia come, ad esempio, esistono donne che vanno incontro ad esiti eccellenti con la sola terapia endocrina, ma non è possibile selezionarle. L’impiego di questo trattamento dunque è attualmente privo di linee guida precise, e dipende largamente dal giudizio clinico del medico.

fonte:N Engl J Med. 2016; 375: 1925-36 e 1993-5

  • Articolo pubblicato:23 Gennaio 2017
  • Tempo di lettura:2 mins read