L’aspirina assunta a dosi ridotte aiuta a prevenire il tumore al seno

Un team di scienziati del Cancer Prevention Institute of California ha pubblicato uno studio nel quale ha dimostrato che l’assunzione regolare di aspirina, almeno 3 volte la settimana, in dosaggio ridotto (81mg) aiuta a prevenire l’insorgenza del tumore al seno del 20%. Gli scienziati hanno analizzato tra il 2005 al 2016 ben 57164 casi di cui 1457 hanno sviluppato cancro al seno. I risultati mostrano che l’aspirina aiuta a prevenire i tumori con tipizzazione HR-positive/HER2-negative se assunta in dose inferiori a quella regolare. Lo studio estende di fatto i possibili benefici dell’aspirina che si è già dimostrata efficace nel prevenire…

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L’aspirina assunta a dosi ridotte aiuta a prevenire il tumore al seno
Aspirina

Tumore al seno. Aiom: “L’87% delle donne lo sconfigge. Ma più attenzione a dieta, se non corretta aumentano le recidive”

Se ne parla a Roma al convegno nazionale “Carcinoma mammario, traguardi raggiunti e le nuove sfide”. Bastano 150 minuti di attività fisica a settimana per ridurre del 25% la mortalità nelle donne che hanno già avuto la diagnosi. Poche pazienti modificano le abitudini sbagliate. Gori (Aiom): “La mancata adesione a semplici regole rischia di vanificare gli importanti risultati ottenuti con terapie sempre più efficaci”. “Una dieta troppo ricca di grassi aumenta fino al 24% il rischio di recidiva del tumore della mammella. È dimostrato il ruolo degli stili di vita sani nella cosiddetta prevenzione terziaria, che mira a evitare il…

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Tumori mammari ER+: nuovo standard, ma come procedere?

Sono stati pubblicati i risultati di uno studio di fase 3 sulla terapia orale con palbociclib per il trattamento di prima linea dei tumori mammari avanzati positivi ai recettori per gli estrogeni (ER+) ma HER2-negativi. Lo studio, denominato PALOMA-2, ha portato a risultati impressionanti, dimostrando un prolungamento della sopravvivenza di 10 mesi rispetto alla terapia standard, sia pure al prezzo di un aumento della tossicità. La monoterapia con un agente endocrino come il letrozolo rappresenta uno standard di vecchia data per questa popolazione di pazienti, ma i risultati ottenuti con il palbociclib, che è membro di una nuova classe di…

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Tumori mammari ER+: nuovo standard, ma come procedere?
Richard Finn

Dieta anti-infiammatoria anticancro

Una dieta anti-infiammatoria basata su granaglie integrali, grassi sani, spezie e verdure potrebbe aiutare a scongiurare le malattie cardiovascolari nelle donne in età post-menopausale sopravvissute ad un tumore mammario, dato che questa dieta porta ad una riduzione della mortalità cardiovascolare rispetto ad una dieta occidentale tradizionale a seguito di una diagnosi di tumore mammario. Secondo Jiali Zheng dell’Università della South Carolina, autore dello studio su 2.150 pazienti che ha portato a queste conclusioni, è la dieta nel suo complesso, e non i singoli alimenti, a ridurre il rischio. Molte donne che sopravvivono ad un tumore mammario vanno incontro a decesso…

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Dieta anti-infiammatoria anticancro
Jiali Zheng

Tumore mammario: un test identifica le pazienti a rischio trombosi

Uno studio svedese ha suggerito che un test genetico possa identificare le pazienti con tumore mammario ad alto rischio di tromboembolia venosa. Si tratta del primo studio sulla popolazione degli effetti sia individuali che combinati di chemioterapia e suscettibilità genetica sul rischio di tromboembolia venosa. Nello studio, che ha preso in esame 4.261 pazienti, le donne che sono state sottoposte a chemioterapia sono andate incontro ad un incremento del rischio a breve termine di tromboembolia, e questo rischio era ulteriormente incrementato dalla suscettibilità genetica, come affermato dall’autrice Judith Brand del Karolinska Institutet di Stoccolma. Il rischio inoltre è particolarmente elevato…

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Fecondazione in vitro e rischio tumore mammario: dati rassicuranti

La stimolazione ovarica per la fecondazione in vitro non incrementa il rischio di tumore mammario. In un gruppo di più di 25.000 donne seguite per più di 20 anni dopo i trattamenti per la fertilità, il rischio di tumore mammario nelle donne sottoposte a fecondazione in vitro non è risultato marcatamente diverso da quello della popolazione generale o di quelle sottoposte a trattamenti diversi. Secondo Alexandra van den Belt-Dusebout del Netherlands Cancer Institute di Amsterdam, autrice dello studio, questi risultati sono rassicuranti visti i punti di forza dello studio e la costanza dei risultati, ed il rischio non aumenta con…

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Le microcalcificazioni: cosa sono?

Le calcificazioni, o le microcalcificazioni, non sono necessariamente l'espressione di un processo tumorale e possono anche indicare situazioni benigne, riscontrabili, ad esempio, nelle galattoforiti e, in genere, in un normale processo di invecchiamento dei "canali" della ghiandola mammaria, nonché nella fase di climaterio e menopausa. A volte rappresentano invece il "segnale" di una neoplasia, che va asportata, chirurgicamente, al più presto. Le microcalcificazioni sono il risultato del deposito di sali di calcio all'interno della mammella dovuti a processi di proliferazione accelerata delle cellule. Per questo, quando viene eseguita una mammografia si valuta con particolare attenzione una serie di aspetti relativi…

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Tumore al seno: chemio più efficace del 22% se la paziente è normopeso

La risposta ai trattamenti antitumorali chemioterapici è influenzata anche dal peso corporeo. E’ quanto si evidenzia in un recente studio pubblicato sulla rivista internazionale Cancer Biology & Therapy, condotto dalla Fondazione Pascale di Napoli in collaborazione con la Temple University di Philadelphia (Stati Uniti). Lo studio ha coinvolto circa un centinaio di donne giovani, con età media inferiore o uguale a 45 anni, e ha dimostrato – in accordo con ricerche precedenti – che l’Indice di massa corporea (Imc) è un importante indicatore prognostico e predittivo, a breve e lungo termine, dell’efficacia di una chemioterapia neoadiuvante, effettuata cioè prima della…

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Chirurgia ovarica preventiva: beneficio esteso a molte donne

L’attuale soglia di rischio per ricorrere alla salpingo-ooforectomia preventiva (RRSO) dovrebbe essere dimezzata nelle donne che hanno almeno 40 anni e presentano un elevato rischio di tumore ovarico. Nel Regno Unito la RRSO è disponibile soltanto nelle donne a cui il rischio vitalizio di sviluppare un tumore ovarico supera il 10%, ma l’efficacia di questa soglia non è mai stata testata adeguatamente. Secondo un modello sviluppato da Ranjit Manchanda del Barts Cancer Institute di Londra, ridurre la soglia al 4% non soltanto migliorerebbe la speranza di vita, ma presenterebbe anche un buon rapporto rischio/beneficio, e contribuirebbe a compensare l’attuale mancanza…

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Tumore mammario: semplici domande predicono declino dopo trattamento

Entro un anno dall’inizio del trattamento, molte donne anziane con tumore mammario in stadio precoce perdono la capacità di effettuare alcune attività della vita quotidiana, ed un questionario in 13 punti può aiutare a prevedere questa eventualità. Secondo uno studio condotto su 184 donne da Cynthia Owusu della Case Western Reserve di Cleveland, una paziente su 5 perde le abilità funzionali necessarie a vivere indipendentemente nella comunità e nella propria casa, ed il punteggio a questo questionario, che era stato originariamente concepito per gli anziani non oncologici, è fortemente predittivo delle pazienti maggiormente colpite da questo fenomeno a distanza di…

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