Sono ancora troppo pochi gli screening per il tumore al seno e il 35% delle donne scopre il cancro da sola con l’autopalpazione. La percentuale poi varia da regione a regione; “Se a livello nazionale nella fascia di età 50-69 anni a farlo sono il 60% circa delle donne, la percentuale arriva a oltre l’80% di copertura delle regioni del nord a scende sotto il 40% al sud”. A fare il punto della situazione è il presidente della Lega Italiana per la lotta contro il tumore (Lilt), Francesco Schittulli, in occasione della conferenza stampa per il lancio della 24/esima edizione di “Lilt for Women- Campagna nastro rosa”, per diffondere la prevenzione.

La possibilità di guarire da questa neoplasia è molto aumentata negli ultimi anni, ma il 15-20% di chi affronta la malattia non riesce a superarla. Una diagnosi precoce di cancro porta le possibilità di sopravvivenza al 95%, ma troppo spesso arriva in ritardo. Contro il tumore al seno “abbiamo delle armi e vanno usate”, ha sottolineato il ministro della Salute Beatrice Lorenzin.

“La prima è lo screening, ma quando si viene chiamati, ancora sono troppo poche, soprattutto al Sud, le donne che aderiscono alla chiamata. La seconda è l’autopalpazione al seno, che bisogna cominciare a fare sin da giovanissimi. La terza è quella dei corretti stili di vita, che riducono le cause di cancro”. In particolare sullo screening, ha aggiunto il ministro, “c’è ancora troppo differenza tra nord e sud e c’è necessità di sensibilizzare ancora di più le donne e le strutture sanitarie”.

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