Le donne possono imparare a trattenere il respiro per lunghi intervalli durante la radioterapia mammaria, e con questa tecnica possono aiutare a minimizzare il danno a carico del tessuto sano. In un recente studio condotto da Michael Parkes dell’Università di Birmingham su 15 pazienti, a seguito di apposite istruzioni le partecipanti hanno imparato a trattenere il respiro per una media di 5,3 minuti.

Se il tumore rimane immobile, è possibile risparmiare il tessuto circostante. La radioterapia viene attualmente somministrata con il torace sgonfio, ma se si somministra con il torace gonfio, la mammella viene allontanata ulteriormente da strutture vitali come il cuore. Il polmone pieno d’aria, inoltre, è meno denso e, pertanto, meno vulnerabile ai danni. Secondo gli esperti, se fosse possibile rendere immobili i target in movimento eliminando la respirazione, sarebbe possibile trattare un minor volume di tessuto intorno al tumore, aumentando la sicurezza del trattamento.

Dato che i tumori mammari vengono spesso diagnosticati precocemente e le donne vivono molti anni dopo il termine del trattamento, le complicazioni tardive del trattamento stesso assumono un’importanza particolare. La tecnica proposta potrebbe anche essere impiegata per aumentare le dosi di radiazioni somministrabili per migliorare la possibilità di sopravvivenza ad altre patologie, come i tumori polmonari in stadio precoce.

fonte: The British Journal of Radiology online 2016

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